Le parole sono come bucce aperte,
dentro c’è la polpa e loro ricoprono la carne.
Siamo assetati di parole,
forse perchè normalmente in quelle che ci scambiamo
manca ciò che invece è il riposo
dopo l’impennata dell’azione.
Le parole addolciscono ciò che a volte
sembra cruento.
E’ per questo che ne abbiamo bisogno,
per dolcificare un primitivo attimo in un ricordo.
E noi intessiamo fili immaginari,
amori di parole vissuti nell’aria
per ricordarci che siamo desiderio,
strati sottili di invenzione,
invenzione di corpi,
di baci, di legami.